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Un gruppo per i diritti umani israeliano ha rilasciato domenica un video che mostra un ufficiale israeliano di alto grado colpire fatalmente con colpi d’arma da fuoco un adolescente palestinese in fuga, il quale aveva gettato un sasso sul parabrezza del suo veicolo.

Il filmato, ripreso dalla telecamera di sorveglianza di una stazione di benzina, sembra minare le basi delle precedenti dichiarazioni fatte dai militari secondo le quali l’ufficiale, il colonnello israeliano Yisrael Shomer, un comandante di brigata, ha aperto il fuoco, il 3 luglio, perché la sua vita era in pericolo.

Il video diffuso dal gruppo di diritti B’Tselem mostra un ragazzo correre contro il veicolo, lanciare un oggetto contro il parabrezza e poi fuggire. Il veicolo si ferma, un soldato scende, punta la pistola e caricarla. Il volto del soldato non può essere visto in modo chiaro e il video non ha audio.

L’esercito ha precedentemente riferito che Shomer aveva esaurito “tutte le misure” prima di sparare al 17enne Mohammed al-Kusbah e sono state pubblicare solo le immagini del parabrezza fracassato. Domenica scorsa, l’esercito israeliano ha detto che stava ancora indagando sulla sparatoria e ha rifiutato di commentare ulteriormente l’accaduto.

Il medico dell’ospedale palestinese Samer Saliba ha riferito che al-Kusbah è stato colpito al viso e alla schiena.

B’Tselem ha affermato che il filmato rende la precedente spiegazione dei militari irragionevole e dichiara l’azione dei militari illegale.

Thaer al-Kusbah, il fratello del adolescente ucciso, ha detto che l’ufficiale avrebbe potuto arrestarlo piuttosto che sparare uccidendolo.

«È chiaro che Mohammed ha gettato un sasso, e l’ufficiale è sceso dal veicolo lo avrebbe potuto arrestare, oppure avrebbe potuto colpirlo ad una gamba, ma voleva proprio ucciderlo», ha detto al-Kusbah.

Metre Mohammed stava morendo, a detta dei testimoni, Shomer gli si è avvicinò e lo ha preso a calci prima di risalire sul veicolo ed allontanarsi.

Nessuno degli ufficiali della macchina è rimasto ferito.

L’uccisione di Mohammed vicino al checkpoint di Qalandia venerdì scorso ha ricevuto un’ampia copertura dai media israeliani, sia per l’età del funzionario in questione – un comandante di brigata, il colonnello Yisrael Shomer, sia per il sostegno che ha ricevuto subito dopo la sparatoria da membri di alto livello del governo israeliano, tra cui il ministro dell’istruzione Naftali Bennett.

Sarit Michaeli di B’Tselem ha aggiunto: «La questione centrale per noi è che questa azione del funzionario più alto in grado della regione – sostenuto da comandanti militari – suggerisce che l’uso sproporzionato della forza non sarà mai né sanzionato né condonata. Questo atto è molto pericoloso».

Il lancio di pietre verso i veicoli israeliani è divenuta una forma comune di protesta da parte dei giovani palestinesi durante e dopo la prima Intifada. Almeno 14 persone sono state uccise per aver lanciato delle pietre contro i veicoli israeliani, i quali sono spesso presi di mira nelle zone di tensione.

(Fonti: RT e ViceNews)

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