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A seguito dell’ennesimo caso di disordine pubblico che ha visto coinvolti dei richiedenti l’asilo, residenti presso l’Hotel Montaldi di Muralto, è sfociata sui media locali la questione riguardante la loro ubicazione. Secondo Riccardo Giambonini, figlio del proprietario del bar Emporio, non è possibile ospitare degli asilanti in una città che vive di turismo come Locarno e per di più nei pressi della stazione ferroviaria. Essi vengo considerati un biglietto da visita poco gradevole e un possibile pericolo per le famiglie che decidono di alloggiare in tale albergo durante le loro vacanze.

Atti di violenza in stazione ne sono stati registrati molti, spesso sono coinvolti giovani, o meno giovani, locarnesi ed in altri casi gli asilanti. Bisogna però ricordare che in Via Torretta a Locarno, in piena Città Vecchia e a pochi passi dalla Piazza Grande, altri richiedenti l’asilo vengono ospitati e non vi sono mai stati casi disordine pubblico paragonabili a quelli avvenuti nei paraggi della stazione.  È auspicabile non fare d’un filo d’erba un fascio ed evitare quindi di mettere al giogo un gruppo di persone che vive in una realtà difficile ed è confrontata giornalmente con una situazione insicura e con un futuro incerto. Elementi che creano disordine ve ne sono fra i richiedenti l’asilocome fa i cittadini svizzeri e tutti vanno trattati con ugual peso.

Non si nega la necessità di intervenire su chi non si attiene alle norme di convivenza e alla legge. Si vuole bensì sottolineare la necessità di trattare il tema con la dovuta serietà, evitando di cadere nella superficialità. Se si vuole rendere la stazione FFS un luogo che dia una buona immagine del locarnese non ci si può soffermare sugli asilanti. Non mancano, per esempio, lamentele da parte dei residenti verso il Bar Silo, ma non si è mai scritto nulla a riguardo sui giornali o si è posto pubblicamente il dubbio dell’effettiva attività del locale e dell’opinione che un turista può avere di esso.

Se si vogliono risolvere alcuni problemi, ciò deve essere fatto prendendo le giuste misure ed evitando di cadere nei soliti luoghi comuni xenofobi e discriminatori. Come detto da Giambonini: “non tutti sono così”.

Marin Mikelin, membro del comitato cantonale del Partito Comunista

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